Sentirsi inadeguati!

Ti è mai capitato di sentirti inadeguata/o per scelte che hai fatto o per come sei?
Probabilmente se sei un umanoide e chi ti “valuta” è un umano è naturale che accada!

Quando sono rimasta incinta avevo quarant’anni, avevo aspettato molto quel momento, con l’illusione di creare la famiglia “perfetta” e invece mi sono separata quando mio figlio aveva tre anni… e come se non bastasse, a rincarare la dose, si è aggiunto mio padre dicendomi -“ci dovevi pensare meglio”

-Ma pensare meglio a cosa? ad avere un figlio?

E nonostante sai, che tornando indietro rifaresti la stessa cosa, perché è la scelta migliore della tua vita, senti il bisogno di autogiustificarti

Quasi tutta la vita mi sono sentita dire

-“Se solo la smettessi di fare tutte quelle cose strane che fai, saresti più felice”. -Come se gli altri potessero sapere meglio di te cosa ti rende felice! e ti senti giudicata per ogni tua scelta…e per come sei!
E ancora-“Perché devi sempre volere qualcosa di meglio di quello che hai? È così e basta Fattene una ragione! Perché non puoi vivere tranquilla?“

-Della serie “chi ti credi di essere!

Oppure quando leggi negli occhi di tuo padre la paura di sentirsi raccontare novità, perché ciò che ti entusiasma a lui può far paura. Quindi non ti chiede mai come stai, per non sentirsi dire ciò che non ha voglia di ascoltare Perché sei per lui una mina vagante!!

Per anni mi sono sentita definire “mina vagante” quella che crea pensieri e preoccupazioni, quella che sbaglia e si rialza, quella imprevedibile, quella da cui ti puoi aspettare di tutto, quella fuori dagli schemi, quella che fa paura perché non si cosa aspettarsi da te.

Nel libro di Access di Gary Douglas e Dr. Dain Heer, vengono distinti esseri della Terra in prospettiva umana o umanoide, con differenti prospettive di vedere e creare le cose.

  • Gli umani non credono ai miracoli, vogliono che le cose rimangono come sono e che non cambino mai, meglio la tranquillità che il cambiamento, perché cambiare è associato a peggiorare.

Difficilmente guardano sé stessi, è più facile guardare gli altri; e quando gli racconti un fatto cercando comprensione, ti senti rispondere “Io non lo farei mai”, e “chi te lo fa fare, stattene tranquilla”

Così cerchi di motivare le tue emozioni e decisioni, e intanto senti la vocina dell’altro che pensa “quante stronzate!!”

  • Poi ci sono gli umanoidi che ti rispondono: “Beh, bisogna trovarcisi, probabilmente lo avrei fatto anch’io”

Un umano ti dice “dove sbagli e come tutto funzionerebbe bene se riuscissi ad allinearti con tutti gli altri”

Ma tu non riesci e non vuoi allinearti, vuoi seguire ciò che senti e allora ti senti inadeguata secondo il loro modello

Un umano è pronto a raccontarti i successi degli altri, e se tu gli racconti cosa vuoi fare, ti senti rispondere “certo, certo questo è successo a tal dei tali, perché… era nella posizione di… veniva dalla famiglia…ha avuto la possibilità di… ecc.; le cose belle capitano sempre agli altri, ma tu devi stare con i piedi per terra”

E nonostante tutto, se sei un umanoide ci provi!

Ed è naturale cadere e rialzarti, e quando cadi non chiedi una mano all’umano, perché sai che ti direbbe: “mi dispiace dirti che te lo avevo detto, ma te lo avevo detto, sei testarda non ascolti mai“ e visto che te lo aveva preannunciato ti tocca incassare il colpo. E quanto vorresti sentirti dire “ci hai provato, la prossima volta andrà meglio”

E invece non puoi rispondere, non importa quanto tu stia già soffrendo per la tua “esperienza fallita“, ti tocca ancora rimanere in silenzio. Ecco credo proprio di essere un umanoide con un papà umano.
Per anni mi sono sentita “inadeguata” perché non corrispondevo al suo modello. Poi ho compreso che grazie alle sue parole ho riconosciuto il mio Essere Umanoide.

E tu sei umano o umanoide? Chi della tua famiglia è umano e chi umanoide ?

Quando ho letto Clarissa Pinkola Estés, in “donne che corrono con i lupi” mi sono ritrovata!!Quando dice che la donna selvaggia silenziosamente ha urlato

Ma perché sono così diversa? cosa in me non va? “Perché ho rotto con le mie tante relazioni? perché ho lasciato lavori anche ben retribuiti? perché ho tradito sogni sparsi lungo la strada? perché ho cercato di essere assennata per l’ottanta per cento del tempo e poi qualcosa dentro di me soffriva? Perché mi sono sentita additare come “diversa” ma dando una connotazione negativa, se data in maniera superficiale? perché mi sono sentita un ‘aliena piombata sulla terra senza meta?Perché quando senti le cose e provi a dargli un senso, e ne parli, ti senti dire “dammi le prove”? Perché quando comunichi che stai cercando di concretizzare un tuo sogno ti senti rispondere “ci stai guadagnando qualcosa? Altrimenti è tempo perso” perché quando stai per raccontare qualcosa, si allarmano pensando “adesso cosa riuscirà a combinare! Speriamo non esca con altre novità”

Ho compreso che per mio padre è importante la “coerenza”, intendendo essere uguale a ieri, e questo vuol dire non cambiare. Ma come è possibile non cambiare? Mi ha voluto sempre uguale per la sua paura di cambiamento…Che sfida per lui avere una figlia che definisce “una mina vagante “Che sfida per me voler danzare nel cambiamento e sentirmi adeguata ai suoi occhi. In pratica per mio padre, le mie scelte significano non poter vivere in pace…ma la domanda è “per il suo bene o per il mio bene?

Incomincia una vita d’ombra, quando per qualsiasi motivo si infrangono sogni, i risultati non arrivano, non accade ciò che speri, quando ti senti dire “ metti la testa apposto” , allora cominci a condurre una doppia vita…

Inizi a “ rubare” una vita perché quella sociale non trova spazio per fiorire, e l’altra deve crescere di nascosto, quindi rubi del tempo per scrivere, del tempo per ballare, per dipingere, per scrivere poesie, del tempo per te; Fai ancora un ultimo tentativo di cercare di fare la “ brava” ma è inutile, la tua anima non vuole questo.

La Pinkola descrive la donna selvaggia, e la sua forza sta proprio nell’adattarsi al cambiamento, nella sua capacità di rinnovarsi, di danzare, di ringhiare, di urlare, nella sua profonda vita istintuale, nel suo fuoco creativo.

Non dimostra la coerenza con l’uniformità ma piuttosto con la sua vita creativa, con la percezione coerente, con la flessibilità, la sua coerenza è la pienezza

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